

Nei giorni 1 e 2 luglio 2024 si è tenuto a Roma, nella casa “San Juan de Avila”, il Coordinamento Nazionale per l’Immigrazione, che non si svolgeva da qualche anno per una riorganizzazione di Caritas Italiana.
L’apertura dell’incontro è stata animata dal direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello, che ha sottolineato l’importanza di animare le comunità per una accoglienza più inclusiva.
Don Marco ha ricordato alcuni articoli dello statuto di Caritas Italiana per ribadire la necessità di rimanere fedeli al mandato della Caritas e della Chiesa stessa. Gli operatori della Caritas devono conoscere i loro compiti e stare sempre attenti alla realtà del momento. L’agire della Caritas è un’opera segno, segno di Dio Amore per i poveri. Le nostre comunità devono essere sensibilizzate per non lasciare l’impegno della carità ad una minoranza dei fedeli. Don Marco ha parlato anche della riorganizzazione delle strutture della Caritas, secondo un modello di cambiamento che favorisca l’ascolto, l’animazione e la partecipazione attiva della Chiesa.
Il secondo momento è stato animato da Oliviero Forti, sul tema “Cronaca di un fallimento annunciato. Decreto Cutro, Patto Europa su migrazione e asilo, accordo Italia – Albania”. Oliviero ha fatto una rassegna dell’impegno del Governo italiano sull’immigrazione, tanti incontri, decreti, patti e altre iniziative che non hanno fatto nient’altro che rendere più complicato l’impegno per l’accoglienza degli immigrati.
Il terzo momento è stato caratterizzato dalla testimonianza di Mammadou Kouassi, ispiratore del film “Il capitano” di Matteo Garrone. Il racconto di Mammadou assomiglia a tante realtà degli immigrati che lottano per arrivare in Europa nella speranza di trovare una vita migliore. Spesso affrontano tanti pericoli e una volta arrivati nella terra di accoglienza devono fronteggiare ad altre realità. Mammadou ha parlato dell’importanza del lavoro della Caritas per una integrazione sana dove ha trovato anche la forza di denunciare lo sfruttamento per il lavoro pagato miserabilmente.
Il quarto momento ha visto come protagonisti i partecipanti al Coordinamento che si sono suddivisi in gruppi di lavoro per riflettere su: “Unicore/corridoi universitari. Criticità e risorse”, “Corridoi umanitari/lavorativi”, “Accoglienza e integrazione. Il servizio della Caritas diocesana in mondo che cambia”.
Al termine, i partecipanti hanno sottolineato la necessità di riprendere gli incontri periodici del Coordinamento, perché servono come strumento di verifica e scambio di informazione. Hanno richiesto anche a Caritas Italiana di continuare il suo ruolo di tutela e accompagnamento delle Caritas diocesane soprattutto nei progetti dell’immigrazione.